Qui sopra,
a sinistra: durante l'estate la
Stadtplatz (piazza della Città)
si riempie di tavolini
all'aperto, come quelli l'Hotel
Post.
Di seguito: un angolo del
castello, che domina dall'alto
la cittadina di Burghausen,
quella che Napoleone definì la
"ville souterraine". Il primo
ampliamento della fortezza
risale al 1025; ne sarebbe
seguito un altro nel 1164,
quando l'edificio passò ai
guelfi di Enrico il Leone.
A fianco: pitture di carattere
moralistico decorano la porta
d'accesso.
Per tutto il Medioevo il commercio del sale
è stata l’attività principale di molte delle
località bavaresi e austriache della regione
alpina.
L’ "oro bianco" estratto dalle miniere di
Hallein e Berchtesgaden veniva caricato su
grandi chiatte che, a partire da Salisburgo,
percorrevano le acque del Salzach, dell'Inn
e del Danubio, assicurando prosperità ai
diversi borghi sorti lungo le sponde di
questi fiumi.
Una ricchezza che fu però spesso all'origine
di accesi scontri e ripetuti conflitti,
tanto che la nobiltà locale, cui spettava il
controllo del traffico e la riscossione dei
dazi, proteggeva le proprie dimore con
robuste fortificazioni. Nacque così anche la
spettacolare rocca di Burghausen, situata ai
confini tra la Baviera e la regione
austriaca del Salisburghese, un maestoso
baluardo che dall'alto veglia su di un'ampia
ansa del Salzach e vanta un indiscusso
primato: con più di un chilometro di
lunghezza (per la precisione, 1.034 metri),
è la fortezza più lunga e meglio conservata
d'Europa, mantenutasi pressoché intatta nel
corso dei secoli.
L'imponente mole che la
contraddistingue è sicuramente paradigmatica
di quella che fu la sua importanza dal punto
di vista strategico e, in virtù di questo,
riesce difficile immaginare che in origine,
sulla collina stretta tra il Salzach e il
lago Wöhrsee – uno specchio d'acqua
formatosi da un vecchio ramo del fiume – ci
fosse solo una casetta di legno, costruita
dai duchi di Baviera come base
d'appoggio per l'amministrazione dei loro
affari. E’ poi accaduto che, poco a poco,
l'insediamento abbia preso forma e il
castello, ormai abitato in
pianta stabile, sia divenuto una corte
ducale in piena regola, dotato di alloggi,
stalle e riserve alimentari, mentre ai piedi
del colle iniziavano a sorgere le prime case
della futura città di Burghausen.
Quando gli Ungheresi nel X secolo invasero
le terre bavaresi, la rocca di Burghausen,
allora chiamata "Burchusun", grazie
alle sue massicce fortificazioni, fu tra le
poche a salvarsi.Divenuta nel XIII secolo
una delle dimore privilegiate dei duchi
della Bassa Baviera, seconda soltanto alla
residenza ufficiale di Landshut, accrebbe la
propria importanza come baluardo contro
Salisburgo e Passau. Temendo l'invasione dei
Turchi, Giorgio il Ricco, alla fine del
‘400, trasformò la rocca in uno
dei cantieri più grandi d'Europa, dove
quattromila operai, alle dipendenze del
capo-mastro Ulrich Pesnitzer, lavorarono per
dieci anni consecutivi al fine di realizzare
un sistema difensivo senza precedenti. Un
deterrente fisico, ma anche psicologico:
nessuno si sarebbe azzardato a prendere
d'assalto quella fortezza costituita di ben
sei corti, separate da fossi e ponti levatoi
e considerata tanto
sicura che nei momenti di maggior pericolo i
duchi addirittura vi trasferivano mogli,
figli e dignitari di rango.
Nei secoli successivi, in seguito alle lotte
intestine al ducato, Burghausen entrò in una
fase di declino, tuttavia conservò una certa
importanza come avamposto militare e subì
nuovi interventi. Tra i più importanti,
quello effettuato dall'ingegnere francese
Vauban nel ‘600, cui sarebbero seguite le
modifiche volute nel 1809 da Napoleone, che
considerava eccessivamente antiquato il
complesso difensivo. In seguito alla
smilitarizzazione, avvenuta nel 1891, parti
della rocca finirono a privati, altre
vennero rase al suolo o ristrutturate per
vari usi, ma già nel primo ‘900 iniziò il
restauro del blocco principale, seguito, nel
1960-1970, dal recupero di tutta la città
cinta da mura.
Oggi la visita della rocca di Burghausen
equivale
ad
un affascinante viaggio nella storia
bavarese
in tutte le sue stratificazioni. Un percorso che inizia dalla
Curaplatz (piazza della Cura), all'estremità orientale del complesso e si snoda attraverso 6
corti in una sequenza di porte, ponti, torri
e bastioni in tufo che arrivano
fino ai
2 metri di spessore. Attorno alla sesta
corte, quella più a est,
nonché quella da cui
inizia il tour, erano
raggruppate le abitazioni dei funzionari e del personale di servizio,
che includeva anche scrivani di corte,
messaggeri e spazzacamini.
Passando per la torre
di Prechtlturm (Torre Prechtl), ricordi sinistri
tornano alla luce: a fine
‘700,
infatti, era la residenza di uno dei
temutissimi giustizieri di Burghausen,
esecutore,
soltanto tra il 1748 e il 1776, di
circa 1.100 condanne a morte.
Elementi questi
che tuttavia non dissuasero il poeta Rainer
Maria Rilke a dimorarvi per qualche tempo nel 1916.
Nella quinta corte un
belvedere offre
una vasta panoramica
sulla Pulverturm (Torre delle polveri) e
sul sottostante Wöhrsee, il "mare" estivo di Burghausen,
che negli inverni più freddi si trasforma in
una grande pista di pattinaggio su ghiaccio.
In buone condizioni rimane il nucleo principale della rocca, attorno alla prima corte,
dove sono concentrati gli edifici più
importanti, tra i quali
spiccano
la Kemenate,
risalente al 1200,
ora adibita a museo storico e gli
appartamenti ducali del Palas che ospitano
la Staatsgemaldesammlung, una collezione di
dipinti antichi, mobili e oggetti d'arte.
Uscendo dalla fortezza, un sentiero, il
Burgsteig, conduce verso il sottostante
centro storico di Burghausen, quello che
Napoleone definiva "ville souterraine".
Malgrado il devastante incendio del 1504,
nel secolo che,
con l'introduzione del monopolio,
sottrasse alla città i guadagni dovuti al
commercio del sale, Burghausen ha conservato
pressoché intatto il suo prezioso patrimonio
architettonico.
Sull'affascinante Stadtplatz, tra la chiesa
gotica di St.Jakob e la chiesa gesuitica di
St. Joseph, si affacciano splendidi palazzi
edificati nel periodo che va dal 1300 al
1700, caratterizzati da facciate color
pastello, tipiche dello stile della regione
dell'Inn. Suddetto scenario, costellato di
autentici gioielli quali il municipio
ristrutturato nel tardo ‘700, il
Tauffkirchen-Palais, dove dimorò Napoleone,
o l'antica Stadtapotheke (farmacia civica)
del 1596, si fa particolarmente animato
d'estate, quando caffè e birrerie sistemano
i loro tavoli all'aperto . Caratteristici
anche i Grüben, come vengono chiamati i
pittoreschi vicoli stretti
tra il fiume e le pendici della rocca, un
tempo sede degli artigiani di Burghausen. In
questa magnifica piazza è possibile trovare
anche il prestigioso
Kurfürst-Maximilian-Gymnasium (il liceo
cittadino), la cui aula rococò è adibita ai
concerti di musica classica.
Nel Mautnerschloss (castello Mautner)
risiedevano invece i ricchi esattori dei
tributi imposti sui commerci della città:
sono, questi esattori, i lontani precursori
degli attuali imprenditori,
i quali assicurano a questa area una
rinnovata prosperità grazie a una fiorente
industria chimica.
L'epoca del sale, a Burghausen, è ormai
soltanto un lontano ricordo!